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La Musica RAP

Perché degli psicologi dovrebbero parlare di rap? Diffusione, violenza? Procediamo per gradi. Questo genere musicale è nato nel Bronx degli anni ’70 da giovani afroamericani, la parte più fragile della società statunitense di allora. Visto il basso costo di produzione della musica, il rap si è diffuso rapidamente fra i ragazzi ed è subito diventato specchio della loro quotidianità: non c’è da stupirsi se accanto a temi più disimpegnati si parlasse di violenza o droga. Tra gli anni ’80 e ’90 lo stereotipo del rapper gangster è rimasto e ha raggiunto il culmine con la faida tra Tupac e Notorious B.I.G., terminata con la morte violenta di entrambi tra il 1996 e il 1997.

Col nuovo millennio il rap ha attraversato una fase nuova, diventando un linguaggio per tutti – dalla popstar che prova a guadagnarsi una fetta maggiore di mercato, al ragazzino di paese che si diverte a scrivere rime per sé – e ha perso quasi del tutto lo scopo iniziale di denuncia sociale.

Oggi gli adolescenti che si avvicinano a questo genere sono tantissimi ed è giusto informare e rassicurare le loro famiglie: il rap non incita alla violenza o all’abuso di droghe, ma li racconta giocando sulla sottile linea delle metafore.

 

- Simone Bugna “Biziversum”

 

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